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ETS – Compensazione costi indiretti Adozione delle linee guida UE sugli aiuti di stato ETS per il periodo 2021-2030

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ETS – Compensazione costi indiretti Adozione delle linee guida UE sugli aiuti di stato ETS per il periodo 2021-2030

Si informa che la Commissione Europea ha adottato in via definitiva le nuove linee guida sugli aiuti di stato ETS, valide per il periodo 2021-2030. Le nuove linee guida (Comunicazione C 6400 del 21 settembre 2020 – allegata) sostituiranno a partire dal 1 gennaio 2021 le linee guida attuali contenute nella Comunicazione 2012/C 158.

 

ETS – Compensazione costi indiretti

Adozione delle linee guida UE sugli aiuti di stato ETS per il periodo 2021-2030

Si informa che la Commissione Europea ha adottato in via definitiva le nuove linee guida sugli aiuti di stato ETS, valide per il periodo 2021-2030. Le nuove linee guida (Comunicazione C 6400 del 21 settembre 2020 – allegata) sostituiranno a partire dal 1 gennaio 2021 le linee guida attuali contenute nella Comunicazione 2012/C 158

Le linee guida costituiscono il riferimento a cui dovranno attenersi gli eventuali schemi nazionali di compensazione finanziaria dei costi indiretti ETS, che gli stati membri possono adottare a partire dal 2021, previa notifica alla Commissione stessa. In questo contesto la Comunicazione stabilisce i settori eleggibili, le condizioni che devono essere soddisfatte per poter elargire l’aiuto, i parametri e la metodologia di calcolo per determinare l’entità massima ammissibile dell’aiuto.

Si riportano di seguito in sintesi gli aspetti di maggiore interesse:

  • Settori ammissibili. La siderurgia (identificata con il codice NACE 24.10) viene confermata tra i settori ai quali è consentito concedere l’aiuto. La lista in allegato I comprende 11 settori identificati con codice NACE a 4 cifre e 5 sottosettori identificati con codice PRODCOM a 8 cifre, con alcune significative variazioni rispetto alle precedenti linee guida (escono dalla lista l’estrazione di minerali, alcune produzioni tessili, alcune produzioni chimiche; entrano nella lista il settore della raffinazione, parte della metallurgia non ferrosa precedentemente esclusa, le fonderie di ghisa, la produzione di idrogeno, la produzione di alcune fibre di vetro). Inoltre nella voce “24.10 – Siderurgia” non è più presente la dicitura che faceva riferimento all’inclusione della produzione dei tubi senza saldatura. E’ prevista inoltre la possibilità per gli stati membri di concedere l’aiuto solo ad alcuni dei settori ammissibili elencati nell’allegato I, purché la scelta sia effettuata sulla base di criteri oggettivi, non discriminatori e trasparenti.
  • Intensità massima dell’aiuto. La percentuale massima consentita è fissata al 75% dei costi indiretti eleggibili. Tale parametro è valido per l’intero quarto periodo ETS, senza cioè la degressività nel tempo che era invece prevista nel terzo periodo (85% nel 2013-14-15; 80% nel 2016-17-18; 75% dal 2019). E’ inoltre concessa la possibilità agli stati membri di incrementare a certe condizioni l’aiuto anche oltre il 75%, fino ad una soglia massima tale da limitare l’impatto dei costi indiretti a livello del singolo beneficiario all’1,5% del valore aggiunto lordo (principio ispirato al meccanismo simile previsto nelle linee guida EEAG, relative agli aiuti di stato energia-ambiente).
  • Condizionalità dell’aiuto.  Gli stati membri sono tenuti a verificare non solo che il beneficiario rispetti l’obbligo di effettuare un audit energetico ai sensi dell’articolo 8 della direttiva 2012/27/UE (dir. Efficienza energetica), ma anche che metta in atto azioni e investimenti che consentano il raggiungimento di risultati verificabili in termini di miglioramento dell’efficienza energetica oppure di riduzione dell’impronta di carbonio dell’energia elettrica consumata oppure in alternativa di riduzione delle emissioni dirette dell’impianto. Per i dettagli, anche quantitativi, si vedano le tre opzioni alternative (a,b,c) indicate al punto 55 delle linee guida.
  • Metodologia di calcolo. Il calcolo dell’importo della compensazione massima a livello di impianto rimane sostanzialmente analogo a quello previsto dalle linee guida attuali, e tiene conto dei seguenti fattori: intensità massima dell’aiuto; benchmark settoriale di efficienza di consumo di energia elettrica; produzione annuale di prodotti (o consumo annuale di energia); fattore di emissione di CO2 della generazione elettrica (da definire per ciascun stato membro o area geografica pertinente); prezzo della quota CO2 nell’anno precedente(media dei prezzi a termine giornalieri a un anno). Analogamente a quanto previsto dalle linee guida attuali, regole specifiche sono dedicate ai settori ai quali è applicato un benchmark ETS basato sulla sostituibilità combustibile-elettricità (NB: caso applicabile alla produzione acciaio da EAF).
  • Benchmark di efficienza e fattori di emissione. I valori dei benchmark settoriali di efficienza del consumo di energia elettrica e dei fattori massimi di emissione di CO2 della generazione elettrica non sono al momento specificati e saranno successivamente inseriti nelle linee guida, rispettivamente in allegato II e III, presumibilmente entro la fine dell’anno. I fattori di emissione massimi (tCO2/MWh) saranno calcolati come media ponderata dell’intensità di CO2 dell’energia elettrica prodotta da combustibili fossili in quel determinato stato membro o area geografica pertinente. E’ inoltre concessa agli stati membri la possibilità di proporre in sede di notifica del proprio schema un “fattore di emissione di CO2 basato sul mercato”, stabilito sulla base di uno studio del tenore di CO2 della tecnologia che definisce il prezzo marginale effettivo sul mercato dell’energia elettrica.
  • Periodo di applicazione e revisione. La Commissione applicherà i principi stabiliti nelle presenti linee guida dal 1 gennaio 2021 al 31 dicembre 2030. Nel 2025 è previsto tuttavia un adeguamento dei benchmark di efficienza energetica e dei fattori di emissione CO2 (allegati II e III). La Commissione può in ogni caso decidere di rivedere o adeguare le linee guida in qualsiasi momento, se ciò risultasse necessario per motivi connessi alla politica di concorrenza o per tenere conto di altre politiche dell’UE, di impegni internazionali o di sviluppi sostanziali del mercato.

 

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Ulteriori informazioni possono essere richieste a:
Alfredo Schweiger

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