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D.Lgs. n. 104/2017 – Modifiche alle procedura di VIA

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D.Lgs. n. 104/2017 – Modifiche alle procedura di VIA

Lo scorso 21 luglio è entrato in vigore il D.Lgs. n. 104/2017 il quale, recependo la Direttiva 2014/52/UE (di modifica della Direttiva 2011/92/UE), aggiorna l’attuale disciplina nazionale in materia di Valutazione di Impatto ambientale (VIA), modificando in particolare la parte II del Codice Ambientale (D.Lgs. n. 152/2006).

Lo scorso 21 luglio è entrato in vigore il D.Lgs. n. 104/2017 il quale, recependo la Direttiva 2014/52/UE (di modifica della Direttiva 2011/92/UE), aggiorna l’attuale disciplina nazionale in materia di Valutazione di Impatto ambientale (VIA), modificando in particolare la parte II del Codice Ambientale (D.Lgs. n. 152/2006). Il testo del Decreto è inviato in allegato alla presente comunicazione.

Unitamente alla necessità di allineamento alla norma comunitaria, la riforma, secondo gli obiettivi dichiarati dal legislatore, è principalmente finalizzata ad affrontare le criticità fino ad oggi riscontrate sia dalle amministrazioni sia dalle imprese, con particolare riferimento alla lunghezza dei procedimenti e alle incertezze del processo decisionale, contribuendo a sbloccare il potenziale derivante dagli investimenti in opere, infrastrutture e impianti e al contempo ad aumentare il livello di tutela ambientale.
Si riportano  seguito in estrema sintesi alcune delle novità più significative della riforma. Si anticipa che per quanto riguarda strettamente le attività siderurgiche, la riforma non apporta modifiche al campo di applicazione, confermando le tipologie di progetti attualmente soggetti a verifica di assoggettabilità a VIA (c.d. screening) e quelli tenuti ad effettuare direttamente la VIA, con le rispettive competenze regionali e nazionali.
– Sono state introdotte alcune nuove definizioni, mentre altre, già esistenti, sono state oggetto di modifica. Si evidenzia in particolare la nuova definizione di “impatti ambientali: effetti significativi, diretti e indiretti, di un piano, di un programma o di un progetto, sui seguenti fattori: popolazione e salute umana; biodiversità (…); territorio, suolo, acqua, aria e clima; beni materiali, patrimonio culturale, paesaggio; interazione tra i fattori sopra elencati. Negli impatti ambientali rientrano gli effetti derivanti dalla vulnerabilità del progetto a rischio di gravi incidenti o calamità pertinenti il progetto medesimo”.
– Per i progetti di competenza statale, in sostituzione del provvedimento di VIA ordinario, è stata introdotta la facoltà di richiedere il rilascio di un Provvedimento Unico Ambientale (PUA), con il quale ricomprendere una serie di titoli abilitativi/autorizzativi per la realizzazione del progetto: Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA); autorizzazione agli scarichi nel sottosuolo e nelle acque sotterranee; ecc.
Per quanto riguarda la competenza regionale, la riforma mira a rendere il più possibile omogenee le procedure su tutto il territorio, consolidando il procedimento unico per le Amministrazioni regionali per il rilascio della VIA e di tutti i titoli abilitativi, confermando le scelte già operate con la riforma della Conferenza dei Servizi (D.Lgs. n. 127/2016).

– Nel caso di modifiche, estensioni o adeguamenti tecnici “finalizzati a migliorare il rendimento e le prestazioni ambientali dei progetti”, è stato introdotto il c.d. pre-screening, vale a dire la possibilità di richiedere all’autorità competente una valutazione preliminare del progetto, in modo da “individuare l’eventuale procedura da avviare” (screening, VIA, nessun procedimento).

– Per la verifica di assoggettabilità a VIA, è stato eliminato l’obbligo, per il proponente, di presentare gli elaborati progettuali (progetto preliminare o studio di fattibilità). Per l’effettuazione del c.d. “screening” sarà sufficiente presentare esclusivamente lo studio preliminare ambientale, secondo quanto previsto dalla normativa europea.

– Ai fini dei procedimenti di VIA, è stata introdotta la possibilità di presentare elaborati progettuali con un livello informativo e di dettaglio equivalente a quello del “progetto di fattibilità” del Codice dei contratti pubblici o comunque con un livello tale da consentire la compiuta valutazione degli impatti ambientali. E’ facoltà per il proponente di aprire, in qualsiasi momento, una fase di confronto con l’autorità competente, finalizzata a condividere la definizione del livello di dettaglio degli elaborati progettuali necessari allo svolgimento della procedura.

– Sono stati eliminati gli obblighi di pubblicazione sui mezzi di stampa, ed è prevista la completa digitalizzazione degli oneri informativi a carico dei proponenti.

– Al fine di eliminare il fenomeno cosiddetto di gold plating (produzione di norme nazionali in eccesso rispetto a quanto necessario e richiesto dalle norme europee), è stato abrogato il D.P.C.M. 27/12/1988, recante le norme tecniche per la redazione degli studi di impatto ambientale (SIA), sostituendolo con il nuovo allegato VII alla parte seconda del D.Lgs. n. 152/2006 (in linea con i contenuti dell’allegato IV della Direttiva).

– Per la conclusione dei procedimenti sono previsti termini “perentori” ed è stato completamente riorganizzato il funzionamento della Commissione VIA, che verrà inoltre affiancata da un Comitato tecnico che dovrebbe accelerare e rendere più efficienti le istruttorie. E’ stato inoltre previsto un sistema di retribuzione dei componenti della Commissione e del Comitato commisurato alle attività effettivamente svolte.

– Per quanto riguarda le disposizioni transitorie e finali, il contenuto del D.Lgs. n. 104/2017 si applica “ai procedimenti di verifica di assoggettabilità a VIA e ai procedimenti di VIA avviati dal 16 maggio 2017. Inoltre, i “procedimenti di verifica di assoggettabilità a VIA che siano pendenti alla data del 16 maggio 2017, nonché i procedimenti di VIA per i progetti per i quali alla medesima data risulti avviata la fase di consultazione (…), ovvero sia stata presentata l’istanza (…), restano disciplinati dalla normativa previgente”. Tuttavia, nel caso dei procedimenti pendenti, “l’autorità competente può disporre, su istanza del proponente da presentare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, l’applicazione della nuova disciplina, “indicando eventuali integrazioni documentali ritenute necessarie e stabilendo la rimessione del procedimento alla sola fase della valutazione” qualora risultino già effettuate ed esaurite le attività istruttorie.
Per un’ulteriore approfondimento si allegano le presentazioni illustrate dai rappresentanti del Ministero dell’Ambiente e del Ministero dello Sviluppo Economico durante un recente convegno organizzato da Confindustria:
– “Le sfide della nuova VIA tra obiettivi e attuazione”, un’introduzione alle principali novità (Ministero dell’Ambiente);
– “Valutazione di Impatto Ambientale (VIA): le novità introdotte dalla riforma”, un focus sulla qualità della progettazione e delle valutazioni ambientali (Ministero dell’Ambiente);
– “Cosa cambia per gli investimenti per infrastrutture e impianti industriali – Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) – Le novità introdotte dalla riforma”, un’analisi sul ruolo della VIA nell’ambito degli investimenti economici (Ministero dello Sviluppo Economico).

Si precisa infine che la piena implementazione e successo della riforma dipende dall’emanazione nei prossimi mesi di numerosi decreti attuativi che dovrebbero rendere concretamente operative le novità introdotte (si vedano ultime slide della presentazione del MATTM).

Contatti
Ulteriori informazioni possono essere richieste a:
Alfredo Schweiger
Marco Clivio
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