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Proposta di nuova classificazione e etichettatura del cobalto (Co)

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Proposta di nuova classificazione e etichettatura del cobalto (Co)

Il tema della presente comunicazione è la proposta di una nuova classificazione e etichettatura (CLH) per il cobalto (Co).
La proposta è stata avanzata dall’autorità competente olandese (RIVM), nell’ambito delle procedure previste dal Regolamento REACH sulle sostanze chimiche

 

Il tema della presente comunicazione è la proposta di una nuova classificazione e etichettatura (CLH) per il cobalto (Co).
La proposta è stata avanzata dall’autorità competente olandese (RIVM), nell’ambito delle procedure previste dal Regolamento REACH sulle sostanze chimiche.

Nello specifico, è stato richiesto di classificare il cobalto come sostanza CMR, vale a dire:
– cancerogena (C) categoria 1B H350 (per tutte le vie di esposizione) con un limite di concentrazione specifico (specific concentration limit – SCL) pari allo 0,01%;
– mutagena (M) categoria 2 (H341);
– tossica per la riproduzione (R) categoria 1B (H360F).

La proposta si trova, attualmente, al vaglio della Commissione UE, e l’iter decisionale potrebbe concludersi con l’accoglimento della richiesta della RIVM (vale a dire il cobalto classificato come sostanza CMR, con SCL pari allo 0,01%), considerando anche il parere positivo, già espresso in tal senso, dal Comitato di Valutazione dei Rischi (RAC) dell’ECHA.

Elementi di potenziale criticità
In ambito Eurofer, il tema è stato individuato come potenzialmente critico per il settore siderurgico, essenzialmente per due aspetti:
1) la presenza del cobalto nell’acciaio, sia come impurezza proveniente dal rottame, sia come elemento aggiunto intenzionalmente in alcune tipologie di acciaio (in particolare gli acciai inossidabili) al fine di conferire particolari caratteristiche prestazionali;
2) il superamento del limite di concentrazione specifico (SCL) di 0,01%, tanto nel caso in cui il cobalto venga aggiunto intenzionalmente, quanto nel caso in cui il cobalto derivi dalla presenza nel rottame. Infatti, secondo stime di Eurofer, il limite dello 0,01% sarebbe superato non solo dagli acciai inossidabili, ma anche da circa il 50% degli acciai al carbonio da EAF attualmente commercializzati.

A livello normativo, va evidenziato che, se la Commissione UE dovesse fare proprio il parere del Comitato RAC (e quindi introdurre la classificazione proposta dal RIVM), in futuro ciò potrebbero diventare rilevante con riferimento all’applicazione di ulteriori disposizioni, oltre al Regolamento REACH, quali ad esempio:
– direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni;
– legislazione sui materiali a contatto con gli alimenti (Food Contact Material);
– regolamento sui dispositivi medici;
– legislazione sui prodotti (direttiva sui veicoli a fine vita ELV, direttiva sulle sostanze pericolose RoHS, ecc.).

Azioni in corso e messaggi chiave
Alla luce di quanto sopra, l’azione intrapresa in ambito Eurofer, in collaborazione con le associazioni e gli enti, nazionali e europei interessati al tema (Eurometax, Cobalt Institute, ecc.) e indirizzata alle autorità competenti europee (Commissione UE, DG Environment, DG Grow, e Comitato REACH), segue due principali linee di intervento:
– richiedere che il limite di concentrazione specifico (SCL) pari allo 0,01%, venga sostituito dal limite di concentrazione generico (generic concentration limit – GCL) pari allo 0,1%, anche al fine di tenere conto del possibile accumulo di cobalto da rottame nel tempo;
– richiedere che venga riconosciuto l’effetto legante (alloying effect) presente nell’acciaio, effetto che limita di fatto la possibilità di rilascio del cobalto presente in lega.
Per supportare quest’ultimo aspetto (effetto legante), la richiesta, che viene portata avanti da tempo da Eurofer e da Eurometaux, è che venga adottato il test di bio-eluizione, quale metodologia standard per la valutazione e classificazione delle leghe metalliche.

Per un opportuno approfondimento della problematica, si trasmettono in allegato: il documento di Eurofer che inquadra il tema e sintetizza i “key messages”; un documento di Eurometaux a sostegno dell’adozione di metodologie di classificazione basate sul test di bio-eluizione;  il parere espresso dal Comitato di Valutazione dei Rischi (RAC) dell’ECHA sulla proposta di classificazione del Cobalto.

Alla luce di quanto sopra, si invitano le aziende Associate interessate al tema a segnalare eventuali ulteriori elementi di criticità o a trasmettere contributi, che possano essere utili nell’ambito delle azioni in corso coordinate da Eurofer.

Sarà cura di Federacciai aggiornare in merito ad ulteriori sviluppi.

Contatti
Ulteriori informazioni possono essere richieste a:
Marco Clivio
Alfredo Schweiger
area.tecnica@federacciai.it

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